DVĀRAKĀ, LA MITOLOGICA CITTÀ COSTRUITA DAL DIO KRISHNA RITROVATA?

La Città di Dvaraka, conosciuta anche come Dvāravatī (che in sanscrito significa “la porta del paradiso”) è una città sacra nell’induismo, nel jainismo e nel buddhismo. Si trova nello stato indiano nord-occidentale del Gujarat e confina con il Pakistan. Si tramanda che il nome Dvārakā gli sia stato assegnato dall’eroe divino dell’induismo Krishna. Questa città è considerata come uno dei più importanti “Char Dham” (i quattro luoghi sacri di pellegrinaggio dell’induismo) e uno dei “Sapta Puri” (sette città sacre), i sette siti religiosi più antichi di tutto il Paese indiano (gli altri sei sono: Ayodhya, Mathura, Haridwar, Banaras, Kanchi e Ujjain). La reputazione di Dwarka è dovuta principalmente al fatto che è stata identificata da sempre con la mitica città sacra di Dvārakā, che si ritiene sia stata la prima capitale del Gujarat.

Dvārakā è menzionata soprattutto nel “Mahābhārata”, uno dei due grandi poemi epici dell’India (l’altro è il “Rāmāyaṇa”), così come è citata anche nello “Shrimad Bhagavad Gita”, nello “Skanda Purāṇa”, nel “Viṣṇu Purāṇa” e nello “Harivaṃśa”.

Secondo la mitologia indù, Dvārakā era la città in cui risiedeva Krishna, l’ottavo “avatar” – Ottava discesa Avatarica – del divino Vishnu.

Si crede che Krishna sia nato a Mathura, a sud di Delhi, nell’odierno Stato dell’Uttar Pradesh. Suo zio Kansa, che era un tiranno despota di questa città, fu ucciso da Krishna.
Jarasandh, che era il suocero di Kansa e re di Magadha, quando apprese la notizia dell’omicidio di Kansa tentò di vendicare la sua morte, cercando di annientare Krishna, attaccandolo nella sua città natìa. Anche se Mathura fu attaccata per ben 17 volte, non cadde per mano di Jarasandh. Tuttavia il clan di Krishna, gli “Yadavs”, subirono grandi perdite nel corso del lungo conflitto. Mentre Krishna si rese conto che il suo popolo non sarebbe stato in grado di sopportare un’altra guerra con Jarasandh, decise di lasciare la città di Mathura con i superstiti dell’esercito dei Yadavs.

Krishna e Balarama sconfiggono l’intero esercito di Jarasandha

 

Secondo la tradizione, fu proprio Krishna a costruire la città nella costa di Saurashtra nell’India nord-occidentale. Krishna era stato portato lì da Garuḍa, “dalle ali bellissime”, il divino capostipite della stirpe degli uccelli. Fu lì che Krishna decise di edificare la favolosa Dvārakā. In un’altra versione della storia invece, Krishna, quando prese la decisione di costruire questa città, invocò Vishwakarma, la divinità della costruzione, ma il dio lo informò che il compito poteva essere portato a compimento solo se il Signore dell’ocenao – Samudradevá – avesse a lui concesso una determinata e specifica terra. Krishna rispettava da sempre Samudra, e questi lo ricompensò donandogli 12 yojana (773 km quadrati) di terra. Con la terra ottenuta in concessione, Vishwakarma poté allora procedere ed effettuare la costruzione di Dvārakā. Si suppone che tutto sia stato pianificato minuziosamente, nei minimi dettagli, senza tralasciare nulla al caso. La città era suddivisa in sei settori che comprendevano aree residenziali e commerciali, ampie strade, piazze, palazzi (700.000 costruiti in oro, argento e adornati con meravigliose pietre preziose), nonché numerosi servizi pubblici, tra cui lussureggianti giardini e splendidi laghi. La sala chiamata “sudharma sabha” (“Incontro di una vera religione”) era il luogo ove si tenevano riunioni pubbliche. Mentre la città era circondata da lunghi corsi d’acqua, essa era collegata alla terraferma attraverso ponti, sofisticati sistemi di irrigazione ed un grande porto.

Il “Saubha Vimana” (1) ad esempio contiene dei particolari molto interessanti per quanto riguarda la struttura della favoleggiante città. Si narra che Dvārakā fosse fornita di imponenti mura, di strade carrabili, di torri, di archi, teatri e di vasti parchi. Era dotata di un esercito ben armato. Sulle mura vi erano delle sofisticate catapulte pronte a lanciare oggetti infuocati. L’acqua era distribuita con otri di pelle di cervo, grossi carri da combattimento stavano fuori pronti ad azionarsi in caso di attacco. L’esercito era ben addestrato e ben pagato. La cavalleria era mandata in avanscoperta. In vista di un attacco era proibito bere liquori. Gli attori, i cantanti, i danzatori, venivano fatti evacuare e portati in salvo. In caso di attacco, tutti i passaggi segreti venivano chiusi e i ponti sui fiumi distrutti. Venivano scavati fossati e piantati pali acuminati. Trappole, fosse, trincee colme di combustibile venivano costruite intorno alla città per renderla impenetrabile. Ogni strada che portava alla città veniva presidiata da soldati, con cavalli ed elefanti. Il suolo veniva allagato, per renderlo meno agibile. Molto cibo era accumulato per far fronte ad un assedio. Conoscevano il ferro, le armi erano asce, mazze, lance, spade e arco.

Kṛṣṇa nella città di Dvārakā, raffigurazione presente in un’edizione dello “Harivaṃśa” risalente al XVI secolo

Si narra che Krishna visse per tutta la sua vita in questa splendida città. Tuttavia, dopo essere stato colpito accidentalmente da una freccia al calcagno – unico suo punto vulnerabile – mentre meditava sotto un albero in una foresta a Bhalka Tirtha, Krishna morì abbandonando così le sue spoglie terrene materiali di questo mondo, riacquistando la sola forma divina e spirituale e giungendo in cielo, dove venne accolto come dio, “Persona suprema”. La morte dell’Ottavo Avatara, per la tradizione indù segnò la fine del Dvāpara Yuga (calcolabile astralmente nel 4.480 a.C., in era “Orionica”) inaugurando l’età Kali (l’epoca oscura, l’ultimo dei quattro cicli del Manvantara).

Morte di Krishna

 

Dopo la morte di Krishna la città che aveva fondato si dice che fu inghiottita da un enorme cataclisma – il Pralaya, “Diluvio”, che si manifesta ad ogni cesura di un ciclo – conseguentemente a massicce alluvioni, restituendola così per sempre all’oceano.

Si dice che nel corso dei secoli molte civiltà costruirono le loro città nell’area in cui un tempo sorgeva alta e imponente la bellissima Dvārakā.

La città attuale di Dwarka si crede che sia la settima tra queste ad essere stata ivi costruita.

Tempio di Dwarkadhish dedicato a Krishna a Dwarka

La storia di Dvārakā e le modalità della sua genesi sono state respinte dagli accademici e dalla maggior parte degli studiosi occidentali (come al solito, potremmo dire) relegando il tutto alla semplice sfera del “mito”.

Ciononostante ci sono anche coloro che credono fermamente che esista una forte base storica a sostegno di questa storia che abbiamo raccontato.

RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI SOMMERSI

Ci sono stati molti scavi archeologici condotti davanti al famoso tempio di Dwarkadhish dell’attuale e moderna città (la struttura attuale risale al XVI secolo d.C.).

I risultati di questi scavi suggeriscono che ci sono prove di un insediamento protostorico poi distrutto databile addirittura al XV secolo a.C.. Una tale scoperta ha dato impulso a molti archeologi e studiosi al fine di condurre indagini più approfondite. I risultati delle ricerche archeologiche subacquee mostrano l’esistenza di strutture ed insediamenti sommersi proprio sulla riva dove oggi sorge la città moderna.

Questi ritrovamenti includono svariate decine di statue, monumenti, sigilli, àncore di pietra di varie forme e dimensioni, blocchi di pietra rivestiti e lavorati finalmente che sono stati utilizzati per la costruzione e le fortificazioni di un’antica città. Si è ipotizzato che queste strutture subacquee possano essere addirittura anche precedenti al XV secolo a.C.. Molto interessanti a tal proposito sono le ricerche archeologiche condotte dal professor Rao (2), il quale data i resti di Dvārakā e dell’evento diluviale che la inabissò, a 6.000 e più anni fa; una data indubbiamente molto preziosa per coloro che, come noi, sono soliti seguire una linea di pensiero tradizionale, poiché va in perfetto accordo con quanto tramandato nel Mahābhārata. 

Quindi, stando ai fatti, è assolutamente possibile che la mitologica città di Dvārakā fondata dal leggendario eroe Krishna abbia la sua base storica proprio in questo insediamento protostorico che si trova attualmente sommerso dalle acque. Se ciò fosse in futuro confermato, saremmo dinnanzi all’ennesimo ritrovamento archeologico che rimetterebbe in dubbio le tante certezze e acquisizioni costruite e portate avanti così tanto faticosamente nel corso di questi ultimi 150 anni dai tanti “soloni” autoreferenziali che impregnano da sempre i circuiti convenzionali classici dell’accademia e della scuola, e dalla solita, infausta e fallace divulgazione scientifica acritica e “ortodossa”, nata in seno alla cultura illuministica nelle polverose aule universitarie del Settecento.

 

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Fonti

(1) http://www.culturavedica.org/portfolio-items/saubha-vimana-la-macchina-volante-di-salwa/2/

(2) The Lost City of Dvaraka, National Institute of Oceanography (1999)

 

Ritrovamenti archeologici ora subacquei della città antica di Dwarka

One thought on “DVĀRAKĀ, LA MITOLOGICA CITTÀ COSTRUITA DAL DIO KRISHNA RITROVATA?”

  1. “Si sostiene che, a Dwarika, si sia costruito una dimora d’oro, fatta completamente d’oro, ma poiché è sommersa dall’acqua, dal mare, nessuno credeva che fosse vero. Ora però hanno scoperto la sua casa sommersa, in acque molto profonde. Quindi tutte le congetture su di lui erano sbagliate, tutte false. Era sicuramente un uomo che aveva guadagnato moltissimo denaro in armonia con il dharma. Inoltre era figlio di un re e costruì Dwarika tutta d’oro. Esiste ancora ed è stata rinvenuta, ma in fondo al mare. Sono passati migliaia di anni, ma esiste ancora” Shri Mataji 18 08 2002 Canajoharie USA

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